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Data ultimo aggiornamento:
29/10/2013
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QUALCHE PAROLA-CHIAVE

Mercato del lavoro

Il mercato del lavoro può essere definito come insieme di meccanismi che regolano l'incontro tra i posti di lavoro vacanti e le persone in cerca di occupazione e determinano le retribuzioni pagate dalle imprese ai lavoratori. In primo luogo, la definizione chiarisce che il mercato del lavoro non è un elemento statico, ma è composto da una pluralità di meccanismi, ossia da tutti quei passaggi che sono necessari e vanno compiuti perchè avvenga l'incontro tra datore di lavoro che cerca personale e lavoratore che cerca un'occupazione(es. rivolgersi al Centro per l'impiego). Il secondo elemento  da sottolineare è l'espressione posti vacanti che fa riferimento ai posti di lavoro che si creano nel momento in cui il datore di lavoro non riesce più, con il personale già a sua disposizione, a svolgere tutte le attività che gli sono necessarie: in questo caso, infatti, il datore di lavoro assume nuovi lavoratori. Infine, l'aspetto relativo alla retribuzione non è legato semplicemente al compenso economico, ma ad altri elementi (es. prospettive di carriera, flessibilità, ecc.) che vengono mediate dai processi di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il mercato del lavoro può così essere definito anche "i processi di incontro fra domanda di lavoro (imprese) e offerta di lavoro (lavoratori)".

Domanda e Offerta

Per poter parlare di domanda e offerta è necessario in primo luogo un chiarimento terminologico. Contrariamente alle associazioni comuni, per cui si pensa che l'offerta sia delle imprese, la domanda di lavoro viene fatta dagli imprenditori mentre l'offerta di lavoro viene fatta dai lavoratori.

Che cos'è la domanda di lavoro? E' la quantità di lavoro che gli imprenditori sono disposti a comperare al livello corrente delle retribuzioni; dal punto di vista degli imprenditori, quindi, la domanda riguarda una quantità di attività che devono coprire assumendo dei lavoratori e pagando loro un salario adeguato. Semplificando, la domanda di lavoro può essere anche pensata come ricerca di lavoratori da parte delle imprese. La domanda di lavoro può essere di due tipi: sostitutiva, ossia legata a quei posti di lavoro vacanti perchè lasciati da altri lavoratori (es. pensionati), oppure aggiuntiva, cioè legata ai posti di lavoro nuovi, che si sono creati per un aumento dell'attività.

Che cos'è l'offerta di lavoro? E' la quantità di lavoro che i lavoratori sono disposti a vendere al livello corrente delle retribuzioni; è importante considerare che nella determinazione dell'offerta di lavoro entrano in gioco fattori legati a "condizioni di contorno": ad esempio, per una donna con figli, la disponibilità di asili nido può influenzare la sua disponibilità oraria. Si parla quindi di offerta di lavoro potenziale, ossia l'offerta di lavoro che si genererebbe se mutassero alcune condizioni.

Prestazione

La prestazione di lavoro consiste nel mettere a disposizione la propria opera nell'esecuzione di un lavoro.

Tipi di lavoro

Lavoro subordinato

Il Codice Civile, all'art.2094, definisce prestatore di lavoro subordinato "chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore". Il rapporto di lavoro subordinato è quindi identificato da due elementi principali: il lavoratore è effettivamente alle dipendenze dell'imprenditore, l'imprenditore è colui che esercita la direzione sul lavoratore, ed è proprio questo secondo l'elemento realmente caratterizzante.

L'area del lavoro subordinato raccoglie numerose tipologie di rapporti di lavoro che si differenziano per durata del contratto (es. a termine o a tempo indeterminato), durata dell'orario di lavoro (es. tempo pieno o part-time), finalità perseguite (es. formative), separazione tra figura del datore di lavoro e dell'utilizzatore (es. somministrazione). A seconda della combinazione di questi elementi, si avranno forme contrattuali diverse pur rientrando sempre nella sfera del lavoro subordinato perchè caratterizzate dagli elementi di dipendenza e direzione evidenziati dal Codice Civile.

Lavoro autonomo

Il lavoratore autonomo realizza le proprie prestazioni personali (di natura manuale o intellettuale) per uno o più committenti, dietro corresponsione di un compenso, ma senza instaurare con essi rapporti di lavoro subordinato: ciò significa che il committente non ha nessun potere direttivo e di controllo nei confronti del lavoratore, anche in presenza di eventuali limiti e condizioni contenute nel contratto. Il lavoratore autonomo è direttamente e personalmente responsabile dell'opera o del servizio che gli viene affidato, anche quando si avvalga dell'aiuto di collaboratori.

Anche i piccoli imprenditori possono essere ricondotti alla categoria di lavoratori autonomi, se la loro attività professionale prevede solamente l'organizzazione del proprio lavoro e dei componenti della famiglia.

Lavoro parasubordinato

Il lavoro parasubordinato nasce da una particolare area del lavoro autonomo, a cui sono stati progressivamente attribuite alcune caratteristiche proprie del lavoro subordinato.

Al momento attuale, il lavoro parasubordinato è un rapporto di lavoro caratterizzato dalla contemporanea presenza di tre elementi: la continuità della prestazione (che si svolge in un lasso di tempo abbastanza ampio), il coordinamento funzionale della prestazione con l'organizzazione produttiva e con l'attività del committente, il carattere prevalentemente personale della prestazione (non quindi dipendente da macchinari, altri soggetti, ecc.). Il lavoratore parasubordinato quindi è in qualche modo vincolato rispetto alla direzione (coordinamento) del committente ma al tempo stesso svolge il proprio lavoro sotto la propria personale responsabilità.

(ultimo aggiornamento: 11/05/2012)