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Data ultimo aggiornamento:
29/10/2013
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IL COLLOQUIO DI LAVORO

Il colloquio costituisce, nell’iter di selezione, il momento in cui il selezionatore valuta se il candidato è adatto a lavorare nell'azienda; al tempo stesso, però, il colloquio rappresenta anche l'opportunità, per il candidato, di verificare se il ruolo che si era prefigurato è effettivamente corrispondente alle proprie aspettative ed esigenze. Si tratta quindi di un momento molto importante e delicato, in cui è necessario giocare bene le proprie carte, ma anche un'esperienza di per sé formativa per il candidato, qualunque sia l'esito.
 
L'iter di selezione
La selezione può essere impostata in modi differenti, a seconda che sia più o meno strutturata. Generalmente, l'iter seguito dalle grandi aziende prevede diversi livelli di selezione che hanno lo scopo di restringere sempre più la rosa dei candidati, mentre le aziende piccole o a conduzione familiare optano per una gestione diretta della selezione stessa da parte dei titolari e la procedura diventa più snella.
 
La selezione strutturata, dopo una fase di preselezione in cui l'esaminatore valuta i CV pervenuti e procede alla convocazione dei candidati che risultano in linea con le aspettative dell'azienda, prosegue con un fase di selezione operativa: è il momento in cui i candidati vengono sottoposti a diverse prove (es. intervista di selezione, test psico-attitudinali / questionari di personalità, intervista tecnica, prove pratiche orali e scritte) che possono essere anche svolte contemporaneamente da diversi soggetti.
Al termine della selezione, l'esaminatore è in grado di scegliere una rosa di candidati che, in base alle informazioni acquisite durante le fasi precedenti, possono risultare di interesse per l'azienda e verranno sottoposti al responsabile diretto.
 
Nella selezione “diretta” invece, il candidato viene esaminato e valutato dal proprietario/responsabile dell’azienda attraverso uno-due colloqui.
 
Come prepararsi al colloquio
Il colloquio è il momento più temuto di tutto l'iter di selezione, e comunque nelle piccole realtà rappresenta l’unico strumento di conoscenza del candidato, perciò è bene prepararsi con attenzione; in questo modo, è possibile almeno in parte attenuare l’ansia che inevitabilmente sarà presente al momento della selezione e che potrebbe portare a commettere anche grandi errori.
Un primo passo consiste nel raccogliere informazioni sull’azienda presso la quale si farò il colloquio riguardante le attività principali e i progetti attualmente in atto, prodotti, ecc. Il possesso di informazioni precise non solo aiuta a giustificare la propria candidatura, ma sottolinea l’interesse per il posto di lavoro, dà l’impressione di spirito d’iniziativa e professionalità.
Una seconda tipologia di informazioni necessarie sull’azienda riguardano la sede: è bene informarsi per tempo su dove si trova il posto di lavoro, in modo da prevedere il tempo necessario a raggiungerlo e gli eventuali problemi che possono verificarsi sul tragitto (es. traffico intenso, carenza di treni…). La valutazione di questo aspetto sarà utile non solo per il giorno del colloquio (arrivare in ritardo non dà certo una buona impressione!), ma anche in vista di una eventuale assunzione: l’azienda deve poter contare sulla puntualità ogni giorno.
Sempre in relazione all’azienda, attivarsi per avere informazioni precise su chi effettuerà il colloquio, ossia nome e cognome della persona, titolo e ruolo all’interno dell’azienda.
 
E’ importante preparare una presentazione del proprio percorso professionale (e/o formativo se di interesse) chiaro e sintetico: sarà utilizzato nel momento in cui il selezionatore chiederà di parlare delle proprie esperienze. La presentazione deve prendere spunto dal CV, ma non deve esserne una ripetizione; è consigliabile sottolineare maggiormente le competenze che sono attinenti al ruolo per il quale ci si candida. Attenzione, inoltre, al modo in cui ci si riferisce ai datori di lavoro precedenti: evitare di far intendere eventuali giudizi negativi o anche solo di incertezza.
Il selezionatore potrà fare domande relative ai propri punti di forza e debolezza: anche in questo caso è bene non farsi cogliere impreparati. Si consiglia di preparare le risposte cercando di essere il più possibile obiettivi, non cercare di fornire un’immagine di sé superiore al reale, ma nemmeno sottovalutarsi in quanto entrambi gli aggiornamenti possono risultare controproducenti.
Un ultimo, ma non meno importante, aspetto riguarda la propria immagine: l’abbigliamento deve essere sobrio, adatto alle mansioni che si dovranno svolgere in azienda, senza stravaganze o trascuratezze.
 
Il colloquio è anche un momento di scambio di informazioni, perciò il candidato sarà probabilmente invitato a rivolgere domande all’esaminatore, domande che possono essere studiate in precedenza: dovranno essere basate sulle informazioni raccolte riguardo all’azienda, attinenti alla figura professionale e alle mansioni da svolgere in azienda, agli obiettivi e alle caratteristiche dell’azienda, mentre non dovranno riguardare (in questa fase iniziale della selezione) ferie o trattamento economico.
 
Tipologie di colloquio
Il colloquio individuale prevede l’interazione tra due soli soggetti, ossia l’esaminatore ed il candidato.
A seconda della dimensione della società, questo tipo di colloquio può essere ripetuto più volte con finalità diverse (es. colloquio preliminare, colloquio tecnico): normalmente, più l’azienda è grande, maggiore è il numero di interlocutori con cui il candidato viene in contatto, mentre in aziende di piccole dimensioni il colloquio viene effettuato direttamente dal proprietario o dall’amministratore delegato.
Il selezionatore può utilizzare approcci diversi (più o meno rigido, accattivante, ecc.), ma in ogni caso è bene tenere presente che si tratta di atteggiamenti studiati per mettere alla prova il candidato e verificare le sue reazioni in situazioni particolari, arrivando a sottoporlo anche a condizioni di forte stress; la finalità del selezionatore è sempre comunque raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sul candidato, sulle sue competenze tecnico-professionali e sulla sua motivazione a lavorare per l’azienda.
 
Il colloquio di gruppo prevede la presenza di più candidati che vengono esaminati contemporaneamente (da un minimo di 5 ad un massimo di 10) da uno o più selezionatori.
L’obiettivo di questa tipologia di colloquio è osservare le modalità di lavoro in team, ossia ad esempio le dinamiche di leadership, l’abilità a relazionarsi con il resto del gruppo, la capacità di interpretazione di situazioni problematiche, la propensione alla collaborazione, la capacità di sostenere le proprie opinioni, la gestione dei conflitti, la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati, ecc.
Il gruppo di candidati può essere sottoposto ad una simulazione (role-play) di situazione problematica/di emergenza, oppure può essere invitato semplicemente ad una discussione libera su un tema predefinito; i selezionatori, spesso dotati di griglie ad hoc, osservano l’interazione del gruppo dall’esterno, senza intervenire per non alterare i comportamenti dei singoli partecipanti. Attenzione: i selezionatori osservano anche il linguaggio del corpo e le eventuali informazioni contraddittorie che esso lascia trasparire.
 
Come affrontare il colloquio individuale
Il colloquio individuale si svolge generalmente secondo uno schema predefinito, la cui conoscenza può aiutare il candidato ad affrontarlo più tranquillamente; a seconda dell’azienda e dell’iter di selezione prescelto, lo schema potrà subire alcune variazioni con l’accentuazione di alcuni momenti rispetto ad altri.
La fase iniziale, di saluti e chiacchierata su argomenti generici, rappresenta un momento di conoscenza reciproca; l’obiettivo del selezionatore è capire che tipo di persona si trova di fronte (timida, estroversa, in grado di comunicare, ecc.), è quindi consigliabile mostrarsi rilassati e ben disposti a “perdere tempo” su argomenti che non hanno attinenza con il lavoro, senza però diventare prolissi.
Nel caso in cui l’iter di selezione sia molto strutturato, l’esaminatore procede con la presentazione al candidato delle fasi cui sarà sottoposto e chiederà la disponibilità: ovviamente l’assenso è d’obbligo, ma è possibile anche chiedere precisazioni solo nel caso in cui sia stato dimenticato un punto importante (es. presentazione delle mansioni di lavoro).
Il selezionatore presenta quindi l’azienda, magari corredando il suo discorso con brochure e documentazione di vario genere; potrebbe però anche decidere di chiedere al candidato quali aspetti dell’azienda conosce già, ed in questo caso può essere utile il lavoro di raccolta di informazioni effettuato in fase di preparazione del colloquio. In questa fase viene visto come atteggiamento positivo del candidato anche il porre domande, che devono essere formulate sempre a partire dalle informazioni che sono state raccolte precedentemente o presentate dall’esaminatore.
La fase successiva prevede la presentazione del candidato e del suo percorso curricolare; generalmente il selezionatore esordisce chiedendo "mi parli un po' di lei e del suo percorso professionale". E’ importate in questo momento non eccedere con i dettagli, ma al contrario dimostrare di saper riassumere in modo chiaro, coerente e sintetico la propria carriera; se è stato effettuato il lavoro di preparazione al colloquio, non si dovrebbe essere colti alla sprovvista! Il selezionatore interverrà probabilmente con domande di approfondimento; se non si comprendono le domande, è bene chiedere chiarimenti utilizzando espressioni quali "cosa vuol sapere esattamente?" oppure "che cosa intende dire?", poiché ammettere di non aver capito può risultare negativo per la propria immagine. Potrebbero essere poste, sempre in questa fase, anche domande poco piacevoli (es. mi spieghi il motivo per cui è stato licenziato, quali insuccessi ha avuto in precedenza), per verificare come reagisce il candidato in situazioni di difficoltà; in questo caso è fondamentale mantenere il controllo e semplicemente rispondere come richiesto.
Si arriva quindi alla presentazione del posto di lavoro e delle mansioni alle quali il lavoratore sarà addetto; è questo il momento in cui si arriva ad approfondire i dettagli, e lo scambio di informazioni è reciproco. Il selezionatore potrebbe rivolgere al candidato domande del tipo “perché ritiene di fare al caso nostro? o “perché dovremmo assumere proprio lei?”; è l’occasione per valorizzare le precedenti esperienze che hanno consentito lo sviluppo di competenze interessanti per l’azienda, sottolineando di aver già affrontato situazioni analoghe e descrivendo come sono state gestite. Spesso viene chiesto esplicitamente se si è in grado di svolgere l'attività descritta, che cosa si è in grado di fare e che cosa no, che cosa è necessario imparare; essere il più obiettivi possibile, sottolineando per quanto possibile le competenze già possedute e mostrando forte motivazione ad apprendere quanto manca al proprio profilo, dà l’impressione di professionalità.
Il candidato è però anche legittimato a porre domande specifiche sul lavoro e sui compiti che lo attendono (vedi le domande preparate in precedenza).
La fase finale del colloquio o dell'iter di selezione, se il selezionatore ritiene di poter valutare positivamente la candidatura, è dedicata agli aspetti contrattuali e finanziari; da tenere presente che il salario proposto non stabilisce il valore  del candidato come persona, ma è invece determinato come per ogni “articolo” di mercato, dal valore corrente.
Al termine dell’incontro è fondamentale prendere accordi precisi su come procedere per arrivare alla stipula del contratto, ossia non lasciare nel’indeterminatezza elementi quali “chi chiama chi” e in che tempi.
 
 
(ultimo aggiornamento: 23/05/2012)